sabato
shot VII: --
-tranquilla. quando guido, di tutti e cinque i sensi, la vista è l'ultimo che uso.
martedì
shot XVI: il commento.
si siede verso il fondo e occupa i banchi attorno a sè avvisando gentilmente: potete non sedervi qui? sono radioattivo.
durante una pausa, vedendolo solo con quella faccia un po' luminescente, mi sono avvicinato con fare simpatico e gli ho chiesto se, sedendomi a fianco a lui giusto il tempo di un'esercitazione, avrei ottenuto i superpoteri. mi ha risposto che è radioattivo perché è in radioterapia, e che al massimo potevo aspettarmi un carcinoma.
sembra proprio l'inizio di una splendida amicizia, stavo per dirgli, ma in un attimo ha prodotto un tentacolo uncinato dal torace e ha provato a colpirmi. l'ho atterrato con un calcio al plesso solare e l'ho catturato con la mia pokéball. ora lo tengo in mansarda, e quando gli butto del sale addosso lui sibila seccandosi come una lumaca.
[via]
domenica
sabato
domenica
shot XIII: il suicidio rituale.
il samurai parte, va dal daimyo rivale, ci sta tre giorni, e quando torna riferisce che il daimyo rivale è più incazzato di prima.
così il suo signore si arrabbia, e gli dice ma come, già sei vecchio, già non combatti mica più tanto bene, poi ti do un compito così facile e non me lo porti a termine, sei una vergogna, un disonore.
allora il samurai prende la spada, e fa daiquiri.
daiquiri per tutti.
giovedì
shot XII: al corso di arabo.
l.: una wawwa.
d.: ...
l.: non la vedi spesso, eh, la wawwa?
lunedì
sms X: dfw.
a c.w.: il fatto è che puoi anche leggere palahniuk e bret easton ellis e guardare taxidermia e cannibal holocaust, puoi andare su youtube, pornotube, gaytube, zootube, necrotube, coprotube.
poi un giorno leggi mezza partita di eschaton e rimani turbato per tutta la vita.
venerdì
shot X: sull'ateismo.
Quella cattiva è che ne hai bisogno.
giovedì
shot IX: porretta terme
d.: vuol dire che qui, quando sparano, sparano per uccidere.
mercoledì
sms IX: l'operazione.
giovedì
martedì
film III: il colloquio II
-mah. penso di essere il genere di persona che alla domanda "qual è la prima parola che le viene in mente?" piace rispondere: "ornithology".
domenica
shot XI: tassonomia.
- questa è di gran lunga la cosa più volgare e sessista che abbia mai sentito. ma piuttosto, chessò, con la luce accesa e con la luce spenta.
- ah, beh, un poeta.
- ..con la nebbia e col sereno?
sabato
venerdì
film II: il colloquio
-mah. penso di essere il genere di persona che alla domanda "come riesci a fare questo o quello?" piace rispondere: "passione.
e la forza della lucidità."
martedì
shot VII: analisi
l: la vita è piena di tempi morti.
d.: già. quelli tra un orgasmo e l'altro.
venerdì
sms VIII: in the army
è ora di pranzo: un colonnello col grembiule a fiori esce sulla veranda suonando un triangolo. di colpo finisce il casino: si mangia in religioso silenzio per non perdere una parola di dragonball. mezz'ora di riposino. addestramento: guerra di gavettoni nel fango. qualcuno abbozza un pupazzo di neve: viene condannato dalla corte marziale e giustiziato col superliquidator. merenda con pane e nutella.
serata: grande gioco, quiz a squadre. chi disse: spezzeremo le reni alla grecia? un cadetto si lancia: "john cena", dice, scatenando l'ilarità degli avversari. la squadra dei gialli vince il doppio gelato e si scatena intonando un coro che spiega al generale cosa fa, dietro alla collina, china sul tramonto, una contadina. poi a letto: tutti a nanna.
mercoledì
3psc: II
usciamo. c’è un freddo che fa male.
leggo la ricevuta.
-“che poi, se ci pensi, tutti sti soldi per un libro che poteva benissimo scriverlo una scimmia”
-“una scimmia drogata, però.”
-“no, no, proprio le scimmie normali. è una cosa matematica.. il teorema delle scimmie. dice che se prendi infinite scimmie e le metti davanti a infinite macchine da scrivere per un tot infinito di tempo, ti avranno scritto tutto shakespeare.”
-“non ho capito”
-“tu prendi un numero infinito di scimmie. le metti davanti a un numero infinito di macchine da scrivere. dopo un periodo di tempo infinito, in mezzo a tutte le sequenze casuali di lettere messe a cazzo trovi l’amleto. o lo hobbit.”
-“noooo. lo hobbit no.” mi prende per il culo? adora tolkien? entrambi, temo.
-“lo hobbit sì. e se ci pensi, scriveranno anche il messaggino che hai mandato mezz’ora fa, e la bibbia, e tutto quanto. è incredibile. infatti ci hanno provato, a farlo. hanno preso una scimmia, le han dato una banana, le hanno messo davanti una macchina da scrivere e aspettavano di vedere che succedeva.”
-“e che succedeva?”
-“la scimmia ha scritto venti pagine solo di esse minuscole, ha sfasciato la macchina da scrivere e ci ha cagato sopra.”
lo sguardo di gg dice: hai visto che lo hobbit non lo scriveva?
continuo.
-“è scritto su wikipedia, con anche “defecating” e tutto il resto.”
-“ma dai? ingrata però, sta scimmia”
camminiamo in silenzio. davanti alla stazione, gg ha l’idea del secolo.
-“kebab?”
-“amen. dove?”
-“boh. vicino.”
-“piazza adriano?”
-“ok. ma senti il terzo gaio.”
-“non verrà.”
sparo un messaggino al terzo gaio.
a: k.
dum differtur vita transcurrit.
kebab!
piazza adriano fra un quarto d’ora.
d.
si va a prendere il 9. alla fermata ci sono due slavi che puzzano piano piano di cipolla e una vecchina intabarrata con la borsa della spesa. il bus arriva e gg ancora sta riflettendo.
-“il kebab per i tuoi pensieri.”
-“nel senso che mi offri il kebab se te li dico?”
-“col pesce. nel senso che me lo offri tu se li indovino.”
-“spara”
-“stai pensando alle scimmie.. all’esercito delle dodici scimmie”
-“no”
-“alla scimmia cattiva dei griffin”
-“no”
-“alle tre scimmiette non vedo non parlo non sento”
-“no”
-“al tizio di quel libro di palahniuk che si fa ficcare in culo le caldarroste da una scimmia”
-“cazzo, no”
-“al pianeta delle scimmie”
-“no”
-“dai. sentiamo. a che cazzo stai pensando allora. e non dire qualcosa che non c’entra perchè lo vedo che pensi alle scimmie.”
-“pensavo che puoi pure allevarle, infinite scimmie. e puoi pure costruire infinite macchine da scrivere. il problema è mantenerle, tutte quelle scimmie. che faranno pure infiniti cuccioli. ci vogliono un casino di banane”.
scendiamo dal bus.
-“per non parlare dei fogli di carta. mah, che dire, ho perso. sei imprevedibile come un procione sotto benzedrina”
-“immagino. guarda chi c’è.”
ecco il k. chi l’avrebbe detto. più imprevedibile del più imprevedibile procione sotto benzedrina, a terra armeggiando con la catena antifurto della moto. indossa un giaccone blu di torino 2006 di un paio di taglie più grande e un pantalone mimetico. a giudicare dall’espressione e dall’acconciatura, stava dormendo quando ha letto il messaggio. si è alzato ed ha guidato fin qui in stato di trance, e prevedibilmente si sveglierà fra 5 minuti davanti a un tè alla menta che avremo magnanimamente ordinato per lui. con gg lo guidiamo fin dentro il chiosco, con fatica ci saluta. scegliamo un tavolo in fondo. il cameriere parla italiano come se ci stesse facendo un favore
-“volete?”
parlo per tutti: “tre. piccanti. senza cipolla.” i miei gai amici grugniscono all’unisono.
mi correggo: “tre. uno piccante, uno senza cipolla, uno piccante senza cipolla. del tè alla menta”
gg mi fissa. “e un tè alla pesca.” aggiungo.
ora il suo sguardo dice: grazie, fratello. tu sai di cosa ho bisogno.
il cameriere butta a mente e scappa.
“per me, avete dei gusti troppo raffinati.”
d.
shot: VI: in libreria
gg: certo che se non c'era il cartello mi ci sdraiavo, sugli schermi.
signora [serissima] : c'è gente che lo fa.
d.
domenica
film I: all'agenzia di viaggi
d.: già. e non ha visto i culi.
shot V: il prossimo ispettore sanitario
gg: sai, mi piange il cuore a pensare che fra qualche anno farò chiudere posti come questo.
shot IV: la ricarica
signora: ...
d.: ...
signora: ....
d.: ...per favore?
--
signora: beh, mi dovrebbe dire da quanto la vuole.
d.: beh, mi dovrebbe dire da quanto ne ha.
martedì
script I: il bbq.
(schermo nero. di sottofondo il tipico suono della carne che sfrigola. dissolvenza lentissima verso il primissimo piano di un hamburger sul fuoco. una paletta lo gira. l'inquadratura si allarga: è dago che fa il barbeque. ha un grembiule logoro ma pulito. sembra essere su una superficie di cemento. dietro di lui, un vecchio paravento a fiori in stile cinese non ci lascia vedere l'ambiente in cui si trova. si intravede però un cielo azzurrissimo: è una splendida giornata estiva torinese.)
mario: [battuta]
dago: [battuta]
(cambio di inquadratura. transizione veloce. la camera passa volando sulla verticale su una di quelle piscine giocattolo rotonde piccolissime. la piscina sembra adagiata su una superficie di cemento. tutto intorno il cemento è schizzato d'acqua. dentro alla piscina c'è mario. gran parte delle braccia, del busto, e delle gambe escono dalla circonferenza. tuttavia, il culo resta ammollo. in una mano ha una sigaretta e nell'altra una lattina di birra.)
dago: [ridacchia]
(cambio. primo piano sul viso di mario. nell'inquadratura ci sta solo la sua testa e tanto di quel cielo azzurro che fa male. mentre parla fuma.)
mario: [parla a lungo]
(camera bassissima, praticamente da terra, riprende piscina, barbeque, paravento e i due eroi. li scopriamo a pochi metri di distanza.)
mario e dago: [parlano]
(intermezzo: primissimo piano sulla carne.)
mario e dago: [parlano]
(il suono delle loro voci va sfumando mentre la camera si sposta ancora. ora inquadra due sdraio. tutti gli oggetti sembrano vecchi e rimediati. sopra, laura e federica prendono il sole. a fianco, una radiolina scassata trasmette una musichetta messicana, stile mariachi, o una bossanova)
la ragazze: [parlano di qualcosa di estremamente futile. gossip universitario, chissà.]
(primo piano sui rispettivi volti. entrambe indossano occhiali da sole giganti.)
le ragazze: [chiedono a dago della carne]
dago: [risponde da lontano]
(alla radio, uno speaker parla animatamente in spagnolo. sembra annunciare la fine della trasmissione.)
le ragazze: [smettono di parlare quasi all'unisono]
(parte un calipso dolcissimo.)
(cambio: nell'aria qualcosa è cambiato. la camera torna su mario e dago. smettono anche loro di parlare. restano tutti e quattro ad ascoltare la musica.]
yari: [esce da una botola nel cemento con in mano della esselunga-cola. si intravede una scala a pioli dalla quale si sale.]
yari: [fa per dire qualcosa, ma nota il silenzio e resta senza parole a guardare gli altri e ad ascoltare la musica]
(la musica si sente forte. tutti e cinque nella stessa inquadratura, che ora li prende tutti. sono su una superficie di cemento sopraelevata. tutto intorno, cielo azzurrissimo. la camera si allontana fino a campo lungo, poi a campo lunghissimo. appaiono i bordi della superficie. mentre l'inquadratura si allontana, si capisce che sono sul tetto del "ponte" del politecnico, su corso castelfidardo. al di sotto, le macchine scorrono veloci.)
(dissolvenza verso il nero. titoli di coda.)
lunedì
shot II: elezioni
d.: ..forza itaglia?


