(schermo nero. di sottofondo il tipico suono della carne che sfrigola. dissolvenza lentissima verso il primissimo piano di un hamburger sul fuoco. una paletta lo gira. l'inquadratura si allarga: è dago che fa il barbeque. ha un grembiule logoro ma pulito. sembra essere su una superficie di cemento. dietro di lui, un vecchio paravento a fiori in stile cinese non ci lascia vedere l'ambiente in cui si trova. si intravede però un cielo azzurrissimo: è una splendida giornata estiva torinese.)
mario: [battuta]
dago: [battuta]
(cambio di inquadratura. transizione veloce. la camera passa volando sulla verticale su una di quelle piscine giocattolo rotonde piccolissime. la piscina sembra adagiata su una superficie di cemento. tutto intorno il cemento è schizzato d'acqua. dentro alla piscina c'è mario. gran parte delle braccia, del busto, e delle gambe escono dalla circonferenza. tuttavia, il culo resta ammollo. in una mano ha una sigaretta e nell'altra una lattina di birra.)
dago: [ridacchia]
(cambio. primo piano sul viso di mario. nell'inquadratura ci sta solo la sua testa e tanto di quel cielo azzurro che fa male. mentre parla fuma.)
mario: [parla a lungo]
(camera bassissima, praticamente da terra, riprende piscina, barbeque, paravento e i due eroi. li scopriamo a pochi metri di distanza.)
mario e dago: [parlano]
(intermezzo: primissimo piano sulla carne.)
mario e dago: [parlano]
(il suono delle loro voci va sfumando mentre la camera si sposta ancora. ora inquadra due sdraio. tutti gli oggetti sembrano vecchi e rimediati. sopra, laura e federica prendono il sole. a fianco, una radiolina scassata trasmette una musichetta messicana, stile mariachi, o una bossanova)
la ragazze: [parlano di qualcosa di estremamente futile. gossip universitario, chissà.]
(primo piano sui rispettivi volti. entrambe indossano occhiali da sole giganti.)
le ragazze: [chiedono a dago della carne]
dago: [risponde da lontano]
(alla radio, uno speaker parla animatamente in spagnolo. sembra annunciare la fine della trasmissione.)
le ragazze: [smettono di parlare quasi all'unisono]
(parte un calipso dolcissimo.)
(cambio: nell'aria qualcosa è cambiato. la camera torna su mario e dago. smettono anche loro di parlare. restano tutti e quattro ad ascoltare la musica.]
yari: [esce da una botola nel cemento con in mano della esselunga-cola. si intravede una scala a pioli dalla quale si sale.]
yari: [fa per dire qualcosa, ma nota il silenzio e resta senza parole a guardare gli altri e ad ascoltare la musica]
(la musica si sente forte. tutti e cinque nella stessa inquadratura, che ora li prende tutti. sono su una superficie di cemento sopraelevata. tutto intorno, cielo azzurrissimo. la camera si allontana fino a campo lungo, poi a campo lunghissimo. appaiono i bordi della superficie. mentre l'inquadratura si allontana, si capisce che sono sul tetto del "ponte" del politecnico, su corso castelfidardo. al di sotto, le macchine scorrono veloci.)
(dissolvenza verso il nero. titoli di coda.)


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