un giovedì, mentre d. preparava del semifreddo al tamarindo, vide arrivare la mau. appariva triste e frustrata, perché il suo ragazzo era appena scappato con un vetraio veneto. a d. quel tipo era sempre sembrato sospetto, a causa di tutto l’eyeliner che usava. vedere la mau in quello stato era una novità e le ottantotto scimmie killer, incuriosite, smisero di torturare un omino di marzapane coinvolto in un traffico d’organi di meringa e per consolarla prepararono tanto di quel gelato al cioccolato che in svizzera proclamarono festa nazionale. la mau nemmeno lo guardò, e pianse discretamente in un fazzoletto rosso.
così a dan venne l’idea del barbecue. partirono il giorno dopo e, individuata una radura sulle colline di sacramento, stesero una tovaglia del mulino bianco ampia tre ettari. d. accese il fuoco con un complicato sistema di lenti. poco distante c’era un po’ di boscaglia. le ottantotto scimmie killer entrarono silenziosamente in quei quattro metri quadri di alberi e cespugli armate solo di un tagliaunghie e di un biberon rotto e ne uscirono con dodici cinghiali, sette fagiani, e un caribù.
dopo mangiato fecero tanti giochi come il telefono senza fili e il salto della quaglia. le ottantotto scimmie killer avevano conosciuto una famiglia di campeggiatori lì vicino e giocavano con loro all’impiccato. anche se serviva molta corda. d. e la mau parlavano su due amache di alcune vecchie pubblicità che pensavano di aver dimenticato. la mau ogni tanto sorrideva un po’ malinconicamente. poi fece buio.
d.
così a dan venne l’idea del barbecue. partirono il giorno dopo e, individuata una radura sulle colline di sacramento, stesero una tovaglia del mulino bianco ampia tre ettari. d. accese il fuoco con un complicato sistema di lenti. poco distante c’era un po’ di boscaglia. le ottantotto scimmie killer entrarono silenziosamente in quei quattro metri quadri di alberi e cespugli armate solo di un tagliaunghie e di un biberon rotto e ne uscirono con dodici cinghiali, sette fagiani, e un caribù.
dopo mangiato fecero tanti giochi come il telefono senza fili e il salto della quaglia. le ottantotto scimmie killer avevano conosciuto una famiglia di campeggiatori lì vicino e giocavano con loro all’impiccato. anche se serviva molta corda. d. e la mau parlavano su due amache di alcune vecchie pubblicità che pensavano di aver dimenticato. la mau ogni tanto sorrideva un po’ malinconicamente. poi fece buio.
d.
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